Carissime sorelle e carissimi fratelli, desidero parteciparvi la mia gioia nel sapere che tra poco vivrete l’esperienza delle missioni popolari, guidate dai frati cappuccini; vi assicuro la mia preghiera già fin d’ora. Le missioni popolari sono un tempo di grazia, un’occasione grande per riscoprire l’incontro con il Signore Gesù e per approfondire la nostra fede personalmente e comunitariamente. Mi piace tanto il titolo che è stato scelto: vengo a casa tua. Questo ci ricorda un episodio molto bello riportato dal vangelo; quando Gesù vede Zaccheo, capo dei pubblicani, a Gerico, arrampicato in modo maldestro su un albero di sicomoro, incuriosito dalla sua presenza. Forse pensava di poter vedere senza essere visto; di guardare Gesù di nascosto, per non compromettersi. Invece Gesù non solo lo vede ma si invita a casa sua: scendi dall’albero, oggi vengo a casa tua. Così la vita di questo pubblico peccatore da quel giorno non sarà più la stessa. Che cosa lo ha cambiato? Una bella ramanzina o un bel predicozzo? No. La bellezza di un incontro, l’ospitare Gesù nella propria casa, sentirsi amato e voluto bene per quello che si è e non trattato per quello che aveva fatto di male.

Con le missioni popolari Gesù dice a tutti voi le stesse parole che ha detto a Zaccheo. Vuole dimorare tra noi e in noi. E’ importante soprattutto questa immagine di Gesù che non rimane esterno alla nostra vita: venire a casa vuol dire entrare in intimità con noi, entrare nelle nostre relazioni e nei nostri affetti più cari. Gesù è il senso della nostra vita, è il significato dei nostri giorni, di tutto quello che facciamo. Lui non è qualche cosa da mettere in fianco alle altre cose; lui è tutto, lui è la pienezza della vita; lui dona valore alla vita e alla morte, alla nascita e alla crescita, alla gioia e al dolore. Lui fa della nostra vita un capolavoro.

I francescani che verranno ad animare questi giorni vogliono in semplicità portarvi la gioia del vangelo, aiutarvi a riscoprire la bellezza della fede, la forza della speranza cristiana e il fascino dell’amore di Dio che viene riversato nei nostri cuori perché lo riamiamo nei nostri fratelli. Una delle caratteristiche dei francescani è la letizia di un cuore povero che mette al centro della vita Gesù. Insieme a questa, i francescani sono famosi per la vita in fraternità. Per questo accogliere Gesù in casa nostra vuol dire iniziare a sperimentare rapporti nuovi, fraterni. La Chiesa è un mistero di comunione in cui siamo chiamati ad essere fratelli e sorelle.

Vi auguro di prepararvi bene a questi giorni; prego per voi perché il vostro cuore sia aperto alle “sorprese di Dio” (papa Francesco). Chiedete alla Madonna, alla Madre di Dio che il vostro cuore sia spalancato per accogliere l’invito del Signore: oggi vengo a casa tua!