Riflessione

La sapienza di Maria di Magdala

di

don Mario MAGGIONI

In preghiera, attorno alla tavola di Pasqua:

Signore, oggi con la tua risurrezione
ci interpelli e ci chiami ad essere persone
contente e riconciliate,
capaci di vivere in pienezza
e di morire con sensatezza,
capaci di dare la nostra testimonianza
davanti a tutti gli uomini,
capaci di dire all’umanità:
“Non temere donna, perché piangi?
Ora sai dove conduce il cammino,
ora sai che il Signore è con te”.
Donaci di seminare intorno a noi
questa speranza della risurrezione
e di dilatare ovunque la vita
secondo la tua parola.
Fa’ che l’annuncio della tua risurrezione
nella nostra vita tocchi la vita di tanti altri.
E attraverso quello squarcio di serenità
che tu apri oggi
nelle nostre preoccupazioni quotidiane,
penetri intorno a noi la certezza
della tua vita e della tua speranza. Amen.

In questo giorno così speciale e “nuovo”, lasciamo da parte avvisi di incontri e note di vita comunitaria per lasciare spazio a quell’appuntamento a cui Maria Maddalena ci chiama: essere accanto a lei presso il sepolcro nuovo, da cui uscì una voce, che è anche chiamata. Per questo il mio augurio di Pasqua è anche un riconoscimento grato e sincero a tutte quelle donne che come Maria sono portatrici della ‘voce’ del Risorto.

Vi lascio un commento di L. Bruni e una bella preghiera del Card. Martini

“E Dio affidò la voce alle donne”

Gli uomini biblici per muoversi sembra abbiamo bisogno di udire la voce di Dio che li chiama per nome. Le donne bibliche, quasi sempre, partono e basta, quasi sempre partono sole, in una solitudine tutta loro anche quando è ricoperta di compagnia e sororità – partono per vivere, per far vivere altri. Rut e le sue sorelle – Abigail, Anna, Rispa, Elisabetta, Maria.
E in questo c’è, forse, qualcosa del modo femminile di vivere le vocazioni – provo sempre un profondo imbarazzo quando si deve parlare dell’anima delle donne. Quando le donne raccontano le loro storie vocazionali dicono, spesso, storie diverse. La chiamata, l’incontro solenne e chiaro con la voce divina, non ci sono sempre; per mettersi in cammino con la loro tipica tenacia e fedeltà sono importanti le voci umane e gli incontri diversi con persone in carne e ossa, magari con il guardiano di un sepolcro vuoto. Hanno la rara capacità di intercettare il carattere divino dentro le voci umane, sanno, per un misterioso istinto spirituale, trovare l’infinito nel dettaglio, sanno riconoscere l’eterno in un bambino.Portano in sé la vita per donarla, e il Dio della vita ha fatto loro il dono di sentirlo e toccarlo dentro la vita – le religioni e i dogmi sarebbero stati molto diversi se li avessero raccontati le donne.

Pubblicato venerdì 2 Aprile 2021
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