No di Bergoglio alle droghe: bandire anche quelle leggere

Il papa contro la legalizzazione delle droghe leggere: "È un flagello alimentato da un mercato turpe"
Stefano Ferrario

Stefano Ferrario

Facebook
Twitter
WhatsApp
Telegram
Email

“La droga non si vince con la droga”. Il “no” di papa Francesco all’uso di psicofarmaci è un “no” a 360 grandi, anche alle cosiddette droghe leggere. In udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre definisce “discutibile” sul piano legislativo la legalizzazione delle droghe leggere ribadendo, ancora una volta, una netta opposizione a qualsiasi tipo di droga. 

“La droga è un male, e con il male non ci possono essere cedimenti o compromessi”, afferma Bergoglio secondo cui “pensare di poter ridurre il danno, consentendo l’uso di psicofarmaci a quelle persone che continuano ad usare droga, non risolve affatto il problema”.

Per papa Francesco le legalizzazioni delle cosiddette droghe leggere, “oltre a essere quanto meno discutibili sul piano legislativo, non producono gli effetti che si erano prefisse”“Le droghe sostitutive – spiega il Pontefice – non sono una terapia sufficiente, ma un modo velato di arrendersi al fenomeno“.

Il messaggio di Bergoglio è netto e semplice: un “no” secco a qualsiasi tipo di droga. Ma per dire questo “no” il papa dice, prima di tutto, “sì” alla vita, all’amore e agli altri. “Se si realizzano questi ‘sì’ – incalza – non c’è posto per la droga, per l’abuso di alcol, per le altre dipendenze”. La droga è, infatti, “un flagello” che imperversa “in forme e dimensioni impressionanti, alimentato da un mercato turpe, che scavalca confini nazionali e continentali”, continua a “crescere il pericolo per i giovani e gli adolescenti. E di fronte al drammatico fenomeno della droga papa Francesco sente, infatti, il bisogno di manifestare la propria preoccupazione.

Facebook
Twitter
WhatsApp
Telegram
Email

Articoli correlati