Benedetta scuola!

Nella IV domenica dopo il martirio, don Claudio riflette sulla ripresa della Scuola che ha interessato le nostre famiglie in queste ultime settimane.
Stefano Ferrario

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Finalmente è iniziata la scuola! Frase spesso esclamata da genitori e nonni! Non tanto dai ragazzi che avrebbero proseguito volentieri le lunghe vacanze estive!

Finalmente è iniziata la scuola, così i ragazzi riprendono la quotidianità ordinaria ed hanno il tempo ben riempito – dicono gli adulti!

Eppure noto che negli ultimi anni la ripartenza della scuola è diventata, per un crescendo di studenti, un fattore di ansia.

Abituati a vivere in un tempo in cui la loro volontà agisce incontrastata, e dove in fondo nulla la ostacola e la argina, la scuola si presenta inevitabilmente come qualcosa con cui fare i conti.

I genitori, spesso biasimati ogni qual volta pronunciano un “no” alle volontà dei figli, hanno forse concesso troppo e subito. Il pensiero ricorrente nella mentalità certo non aiuta. Vita intesa come solo divertimento, guadagno facile, vita da veline dove i blogger sono i modelli. Tutto sembra remare contro…

Ecco finalmente che riprende la scuola.

La scuola è realtà che prepara alla realtà, la scuola è fatica, difficoltà, impegno, sforzo per dire in prima persona che cosa va e che cosa non va.

Si potrebbe dire che per un adolescente medio dei nostri giorni la scuola è l’ultima cosa rimasta, l’ultimo pezzo di realtà con cui è costretto a fare i conti.

Pur fra decine di problemi, la scuola che riparte è qualcosa che si pone, è come un’iniziativa del Mistero di Dio che entra nelle vite di milioni di bambini e di ragazzi.

Con la scuola bisogna fare i conti

Guardiamo allora con simpatia e gratitudine alla scuola che riparte! Come occasione per adulti e ragazzi di mettersi seriamente di fronte alla vita e alle nostre responsabilità.

Con i tempi che corrono questo è già un grande, importante passo!

Un messaggio sempre attuale del Cardinal Caffarra per l’inizio dell’Anno scolastico ‘98

MiL - Messainlatino.it: Omelia del Card. Carlo Caffarra, nel corso della  celebrazione della S. Messa gregoriana
Cardinal Caffarra

“Carissimi, consentitemi di dirvi una parola, in questi giorni in cui riprendete il vostro cammino scolastico. Da oggi per nove mesi passerete la maggior parte del vostro tempo nella scuola. Già per lo spazio che essa occupa in termini quantitativi dentro la vostra vita, non potete consumare un’occasione come questa. Lo so: nell’attuale scuola italiana non è facile per voi superare questa insidia.

Ma la scuola è fatta anche e soprattutto da voi: siate esigenti.

Con i vostri insegnanti: chiedete a loro che vi educhino ad una passione smisurata per l’uso della vostra ragione e non solo per il rispetto tollerante di ogni opinione; chiedete loro che vi educhino al gusto pieno della libertà, di quella libertà che consiste nella esclusiva sottomissione alla ragionevolezza.

In una parola: che vi introducano nella realtà, offrendovi una chiave di lettura del suo significato intero.
Siate esigenti con voi stessi: non tagliate mai i desideri del vostro cuore sulla misura impostavi dalle mode del momento, dai potenti di turno. Perché, alla fine, la scuola che oggi cominciate se non vi educa ad essere veri, liberi, capaci di stupore di fronte alla realtà, vi prepara ad essere servi.

Auguri!”

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