Vi annuncio una grande gioia

Il messaggio di don Claudio per il Santo Natale.
don Claudio Robbiati

don Claudio Robbiati

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Solo oggi o ogni giorno?

“Il Natale suscita nei cuori una gioia contenuta e mite; ci ridà come un’atmosfera di familiare tenerezza.

Perfino il mondo moderno, smaliziato e tendenzialmente scettico, distratto e stordito dall’affollarsi eterogeneo di troppi messaggi sempre più chiassosi e sempre più sgargianti, oggi per qualche momento sembra farsi attento e sottomesso al fascino insolito della semplicità: la semplicità di una nascita senza splendore, che però riesce a rischiarare di luce nuova e sorprendente addirittura la scena sordida di una stalla”.

Inizia così una bellissima omelia del Cardinal Giacomo Biffi che vorrei riproporre a tutti in questo Natale. Una omelia che ci aiuta a pregare e ringraziare il vero Festeggiato a Natale: nostro Signore Gesù Bambino

“Noi abbiamo ritrovato ancora una volta la strada della chiesa e siamo venuti a questo appuntamento annuale,! Percepiamo che il Natale ci offre qualcosa di ben più grande di un’emozione estetica e sentimentale, che pure ci è cara e preziosa: ci offre l’irrevocabilità di un evento e, in esso, la certezza di una “buona notizia”.
Oggi ricordiamo e riviviamo non un mito o un’idea, ma la consistenza di un fatto: il fatto certo e cronologicamente situato del Signore altissimo ed eterno che diventa l’Emmanuele, cioè il “Dio con noi”. E’ dunque la festa della riconciliazione tra l’umanità sviata, persa, ribelle, e il suo Creatore che nonostante tutto rimane fedele al suo originario disegno d’amore.

Per questo oggi gli animi, i riti, le stesse consuetudini della gente sono pervasi da una grande gioia; una gioia che trabocca dal mondo intimo di Dio e raggiunge in ogni terra, sotto ogni cielo, l’umanità intera: “Vi annuncio una grande gioia – ha detto l’angelo ai pastori sbigottiti, e lo ripete anche a noi – che sarà di tutto il popolo: vi è nato un salvatore”

Dio è con noi: questa è dunque la “buona notizia. L’umanità dei nostri giorni – alle prese con terrori nuovi e inimmaginabili, oltre che con gli smarrimenti e le angosce di sempre – non deve sentirsi abbandonata e sola.

Oggi, con il Figlio di Dio, nasce e si accende in noi anche un’immensa speranza; una speranza più forte di ogni paura. E un invincibile allegrezza torna a rifiorire sulle nostre tristezze.

Come si vede, quel Dio che si offre a tutti, che per quel che sta in lui non esclude nessuno, accetta il rischio di essere rifiutato: “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1,11), osserva malinconicamente l’evangelista Giovanni; un rifiuto che proseguirà e condurrà colui che è nato a Betlemme fino alla condanna, da parte dei capi e dei dotti del suo popolo, e alla morte di croce. Ma questo, per la verità, non è un rischio suo: è un rischio nostro. E’ il rischio che, dicendogli di no e non lasciandoci salvare da lui, noi arriviamo a vanificare l’incredibile amore del nostro Creatore e per ciò stesso a vanificare e a isterilire la nostra unica vita.

Allora la grazia più “vera” e più bella – che in questa santissima notte possiamo e vogliamo chiedere per noi, per quanti ci sono cari, per tutti – è di saperci arrendere alla misericordia che è venuta a investirci dall’alto e di accogliere, senza riserve e senza i calcoli insipienti delle nostre prospettive puramente terrene, colui che nel suo Natale si è fatto a noi così amabile e così vicino. E sarà per noi una stupefacente fortuna: “A quanti l’hanno accolto – ci rivela esultando san Giovanni – ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome” .

Arrendersi alla Sua Misericordia e accoglierlo ogni giorno nella nostra vita, non solo a Natale, è l’augurio più vero che possiamo farci!

Auguri!

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