È morto Benedetto XVI

Il Papa emerito, 95 anni, è deceduto sabato 31 dicembre alle 9.34, nel Monastero Mater Ecclesiae in cui risiedeva dal 2013. I funerali giovedì 5 gennaio, in Piazza San Pietro alle 9.30, presieduti da papa Francesco. Il cordoglio della Cei
Stefano Ferrario

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«Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9.34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano. Non appena possibile seguiranno ulteriori informazioni»: questa la nota diffusa poca fa dal direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni.

Dalla mattina di lunedì 2 gennaio, il corpo del Papa emerito sarà nella Basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli. Giovedì 5 gennaio, alle 9.30, si svolgeranno i funerali in piazza San Pietro, presieduti da papa Francesco: «Assecondando il desiderio del Papa emerito, i funerali si svolgeranno nel segno della semplicità», saranno «solenni, ma sobri».

Già dai giorni scorsi le condizioni di salute del Papa emerito si erano aggravate per l’avanzare dell’età (95 anni), come la Sala stampa aveva riferito aggiornando sull’evolversi della situazione.

Lo stesso papa Francesco aveva voluto condividere pubblicamente la notizia sul peggioramento dello stato di salute del suo predecessore al termine dell’ultima udienza generale dell’anno, lo scorso 28 dicembre, quando aveva invitato a pregare per il Papa emerito, «molto ammalato», perché il Signore potesse consolarlo e sostenerlo «in questa testimonianza di amore alla Chiesa fino alla fine». E in tutti i continenti si erano subito moltiplicate le iniziative di preghiera con messaggi di solidarietà e vicinanza anche dal mondo non ecclesiale.

Il cordoglio della Cei

La Chiesa in Italia esprime «profondo cordoglio» per la morte del Papa emerito Benedetto XVI. Il messaggio della presidenza della Cei richiama la declaratio del 10 febbraio 2013, quando rinunciò al ministero petrino: «Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio». «Anche nel momento della debolezza umana, ha dimostrato la forza che viene dalla fede in Cristo) e l’importanza di una relazione profonda che nasce dalla preghiera nello Spirito», scrivono i vescovi italiani, secondo i quali «la sua vita fondata sull’amore è stata un riflesso della sua relazione con Dio e, nell’ultimo tratto della sua esistenza, ha reso visibile questa relazione con il Signore, custodendo il silenzio». La Chiesa in Italia, in particolare, gli è riconoscente «per l’impulso dato alla nuova evangelizzazione», si legge nel comunicato, in cui si ricorda l’esortazione, rivolta in occasione del Convegno ecclesiale nazionale di Verona, a portare «con rinnovato slancio a questa amata Nazione, e in ogni angolo della terra, la gioiosa testimonianza di Gesù risorto, speranza dell’Italia e del mondo».

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