«Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero» (Gv 8, 36).

«Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro» (dalla Lettera ai giovani di Papa Francesco del 13 gennaio 2017).

Non si può scegliere se non si è liberi davvero. Lo diremo in oratorio durante il tempo di Quaresima 2017, in vista della Pasqua di Resurrezione, nell’anno della proposta Scegli (il) bene.

Vorremmo fare in modo che i ragazzi possano crescere liberi, dando loro l’opportunità di scegliere bene e di scegliere il bene, prendendo sempre più la ferma decisione di seguire il Signore Gesù, fino alla piena realizzazione di sé, in una felicità che dura per sempre.

Vorremmo che di fronte alla proposta del Signore, i ragazzi trovino il coraggio di una scelta libera e che niente, come la ricchezza ha impedito a quel giovane di dire il suo «sì», li vincoli (cfr. Icona evangelica dell’anno – Mt 19, 16-22).

In oratorio diremo che liberi si diventa se si punta in alto e ci si mette in movimento, se si esce di casa, donando il proprio tempo, per incontrare gli altri e fare loro del bene.

Saremo convinti che quanto più si sceglie il bene, tanto più si diventa liberi, in un continuo esercizio che prevede costanza ma chiede anche di rischiare, senza scendere sempre a compromessi. Questa certezza la comunicheremo ai più giovani, facendo delle proposte a cui dire il proprio «sì», non per costrizione od obbligo, ma volentieri e perché «ci si crede», per la bellezza e la bontà che riusciamo a dimostrare loro.

«Liberi davvero» è lo slogan dell’animazione del tempo di Quaresima nell’anno oratoriano Scegli (il) bene.

 

Quaresima, tempo di libertà

La Quaresima è il tempo della libertà. Lo diremo ai ragazzi facendo riferimento al dono che abbiamo ricevuto nel Battesimo che si può rinnovare ogni volta grazie al Sacramento della Riconciliazione. La Confessione diventa lo strumento più bello per riconoscersi ogni volta «liberi davvero». È diventata una «abitudine» per i ragazzi dei nostri oratori? La riproporremo in Quaresima all’interno di celebrazioni che diano il senso della liberazione dal male e dal peccato e restituiscono la dignità e la libertà dei figli di Dio, che abbiamo ricevuto in dono dal Padre.

Il cammino quaresimale è fatto per chi è libero davvero. Solo chi sceglie e sceglie il bene può fare propri gli impegni didigiuno, preghiera, elemosina. Che cosa proporre ai ragazzi delle diverse fasce d’età perché scelgano di rinunciare a qualcosa per il bene di tutti, di dedicare ogni giorno uno spazio alla preghiera e di vivere la carità facendosi carico per quanto è possibile della povertà e dei poveri?

Rimanere nella Parola

Il Vangelo è davvero la Buona Notizia che ci dice che siamo «liberi davvero» perché le persone incontrate da Gesù sono state liberate dal male, dall’insicurezza, dal peccato e dalla tristezza.

È Lui che ha restituito a ciascuno la dignità e la forza di vivere in modo nuovo. A ciascuno ha chiesto di cambiare vita, diventando «protagonista» della propria esistenza, nell’accoglienza del suo amore e del suo messaggio: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8, 31-32).

Rimanere nella Parola è la condizione per «restare liberi». Ecco che le comunità educanti in oratorio non smetteranno di comunicare il Vangelo, nella forma semplice del racconto, trovando occasioni per presentare le persone che hanno saputo fare scelte libere e si sono messi «dietro a Gesù» o «hanno creduto» in Lui.

La conoscenza del Vangelo conduce alla libertà e alla capacità di scegliere il bene. Troveremo insieme le forme perché i ragazzi conoscano i Vangeli, ne abbiano confidenza, anche pregando con l’aiuto della Parola. In particolare faremo sì che capiscano il messaggio andando in profondità, mettendo in relazione ogni parola del Vangelo con la propria vita.

Ogni comunità educante si sforzerà di trovare il linguaggio più opportuno per riuscire in questo obiettivo, proponendo ai ragazzi di prendere ancora più confidenza con il Vangelo.

Le Domeniche del tempo di Quaresima nel rito ambrosiano formeranno un itinerario in cui riscoprirsi «liberi di…», proprio a confronto con le persone che lo hanno incontrato: la Samaritana, i discepoli che hanno creduto, il cieco nato, Lazzaro, Marta e Maria, ecc.

 

 Animare la libertà

L’animazione che riusciremo a costruire potrà comunicare ai ragazzi la bellezza di mettere in gioco la propria libertà, a confronto con la vita esemplare di chi si offre al servizio degli altri in oratorio o nella comunità e nelle diverse forme della carità cristiana, che possono essere imitate, se chi vive così ha la possibilità di testimoniare le sue scelte ai più piccoli. Che cosa fare in questo senso? Sarà importante che le persone che hanno scelto il bene liberamente possano dimostrare ai più piccoli che sono «libere davvero».

La libertà si esprime in oratorio se si dà libera espressione alla vitalità dei ragazzi, al loro desiderio di ritrovarsi e di giocare, di stare insieme divertendosi, di mettere in mostra i propri talenti, magari impostando insieme uno spettacolo, oppure facendo della musica o raccontando attraverso dei video la bellezza della «libertà» in oratorio.

La domenica e il sabato come le serate in oratorio avranno bisogno di occasioni di pura animazione, a cui associare forme semplici per ritrovarsi un poco a pregare. Forme di vita comune possono essere estese ai preadolescenti e agli adolescenti e anche ai ragazzi più piccoli in modalità più ristrette (preparare una cena insieme e condividerla, ritrovarsi al mattino per la colazione e dire una preghiera prima di andare a scuola, ecc.).

 

Preparare un incontro speciale

La preparazione alla Visita di Papa Francesco del 25 marzo che vedrà anche gli oratori presenti alla Messa al Parco di Monza può prevedere una o più serate da passare insieme in oratorio per predisporre striscioni o cartelli o slogan per il tragitto verso il Parco o, per i cresimandi e cresimati, verso San Siro e per riflettere su alcuni gesti che Papa Francesco compirà in quel giorno, come l’incontro con gli abitanti delle Case Bianche alla periferia di Milano o con i carcerati che sono a San Vittore.

Proprio Papa Francesco ha proposto che nel tempo di Quaresima si possa vivere una 24 ore per il SignorePensata poco prima della Visita del Papa a Milano, può diventare in oratorio il modo migliore per prepararsi a questo incontro e impostare il cammino verso la Pasqua. Coinvolgendo le diverse fasce di età, anche in orari diversi secondo il tempo che hanno a disposizione, si potrebbero prevedere le Confessioni, la celebrazione della Via Crucis, l’Adorazione della Croce e l’Adorazione eucaristica, insieme a momenti di condivisione o di servizio, in collaborazione con la Caritas o altre associazioni di volontariato e assistenza. Concentrando tutto in 24 ore si possono strutturare occasioni di veglia notturna, coinvolgendo gli adolescenti in una scelta coraggiosa.

 

Pensare il tempo libero

Nella proposta «Liberi davvero» potremmo soffermarci a riflettere e poi a farci carico del tempo libero dei ragazziCome lo passano? Che rischi corrono? Quali alternative hanno? Che scelte di bene possono fare liberamente nel tempo che hanno disponibile fuori dagli impegni ordinari? Quali proposte possono essere fatte per il loro tempo libero che non risultino di ulteriore peso, ma siano occasioni in cui mettere in gioco la propria libertà? Invitiamo le comunità educanti a mettere a tema il tempo libero dei ragazzi e per ogni fascia d’età trovare una strada percorribile per accompagnarli senza appesantirli.

 

Volontà, resistenza, costanza 

Noi dunque crediamo nella forza liberante del Vangelo e nella sua capacità di provocare scelte di bene, anche nel cuore dei ragazzi, che sono liberi di farsi affascinare dal Signore Gesù e dalla sua Parola. Occorre però sollecitare la loro capacità di discernere, di distinguere il bene dal male, di mettere in relazione la vita con il Vangelo. Occorre dare loro elementi per essere forti nel resistere al male e per esercitare la volontà che permette a ciascuno di essere costante. Volontà, resistenza, costanza sono «parole chiave» che, se si mettono in pratica ogni giorno, possono – con l’aiuto di chi educa – far percepire anche fra i più piccoli che si è «liberi davvero». Tutto quanto contribuisce alla libertà crea le condizioni perché la vocazione di ciascuno si realizzi. Non c’è infatti vocazione senza libera scelta.

 

Quaresima di carità in oratorio

Chiederemo ai ragazzi degli oratori di contribuire alla liberazione che a volte solo la carità può procurare.  Aderiremo alla proposte della «Quaresima di carità 2017», così come ci verranno indicate da Caritas Ambrosiana e dell’Ufficio per la Pastorale missionaria della Diocesi (cfr. www.chiesadimilano.it), con un’attenzione a far sì che dietro la raccolta fondi ci sia un’animazione. La carità può liberare dal dolore, dalla disperazione, dalla precarietà e da molte forme di sofferenza che incatenano. Sappiamo bene come le scarse condizioni economiche  generino forme di schiavitù e contrasto sociale. Non c’è situazione di povertà che possiamo considerare «lontana» o priva di ripercussioni per la nostra società. Dietro la raccolta fondi della Quaresima di carità ci può essere un’educazione all’uso dei soldi, che miri a non restarne «schiavi», ricordando l’esperienza del giovane ricco.