giovedì 18 Aprile 2024
PROSSIME CELEBRAZIONI
ore 20:30 a Lurago

Ascende il Signore tra canti di gioia!

Nella domenica dopo l'Ascensione don Claudio richiama l'attenzione all'omelia del nostro Arcivescovo Mario Delpini pronunciata nella solennità celebrata nella settimana trascorsa.
Ascensione del Signore - Il blog di Sabino Paciolla

Nella solennità dell’Ascensione vi offro la bellissima omelia del nostro Arcivescovo che ci aiuta a capire il senso profondo di questa festa!

“Perché non cantate?

Il salmista è deluso e scoraggiato: continua a ripetere il suo invito: acclamate Dio con grida di gioia … cantate inni a Dio, cantate inni, cantate inni al nostro re, cantate inni. Dio è re di tutta la terra, cantate inni con arte (Sal 46).

Perché non cantate, amici? Perché ve ne state ciascuno al suo posto, intenti nei vostri pensieri, con il volto triste e stanco?

E come potremmo noi cantare – rispondono i discepoli di Gesù chiusi nella loro tristezza – mentre siamo sconvolti e pieni di paura? La nostra vita è piena di fantasmi, siamo stati abbandonati da Dio e siamo spaventati da quello che vediamo, siamo in cammino verso la morte. Come potremmo cantare?

Perché non cantate, amici? E come potremmo cantare – rispondono i discepoli di Gesù, delusi nelle loro aspettative – se ancora non si vedono i segni della ricostituzione del regno di Israele? Aspettavamo una rivincita, aspettavamo un trionfo, aspettavano di vedere finalmente umiliati i nostri nemici e invece tutto va avanti come sempre. I potenti del mondo continuano a essere prepotenti e la povera gente continua a essere umiliata sulla faccia della terra.

Perché non cantate, amici? E come potremmo cantare – rispondono i discepoli di Gesù, che si radunano senza sentirsi insieme, che si guardano con invidia e senza benevolenza – se ci troviamo con persone antipatiche, caratteri difficili, differenze incomprensibili? Entriamo sì nella stessa assemblea, partecipiamo sì agli stessi eventi, ma gli altri ci danno più fastidio che gioia.

Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!

Nella comunità spaventata, depressa, divisa, entra il Signore risorto. I discepoli sono più inclini a credere che sia un fantasma. Sembra che i discepoli siano incapaci di vedere la gloria di Gesù e credano piuttosto in una illusione, in un inganno. Ma Gesù siede a mensa con loro e li introduce alla comprensione delle Scritture. Aprì loro la mente per comprendere le Scritture.

Nella comunità impaziente e delusa il Signore risorto semina la speranza non come un esaudimento delle aspettative, ma come un ardore per la missioneNon spetta a voi conoscere tempi e momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito e di me sarete testimoni … fino ai confini della terra.

Nella comunità segnata da divisioni e gelosie, il Signore risorto ha effuso i suoi doniha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Stavano sempre nel tempio lodando Dio.

La celebrazione della S.Messa offre la grazia di riconoscere la presenza di Gesù, vivo e principio di vita nuova, di nuova gioia, di nuova comunione tra i discepoli. Perciò i discepoli possono accogliere l’invito del salmista: cantate inni a Dio, cantate inni!

Cantiamo allora insieme nelle gioia!

Buona festa dell’Ascensione!