martedì 21 Maggio 2024
PROSSIME CELEBRAZIONI
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ore 09:00 a Cirimido
ore 20:30 a Lurago

25 febbraio

Facciamo spazio! Vi prego!

Il messaggio di don Claudio, parroco, per la II domenica del tempo di Quaresima

È l’invito che ci fa la quaresima! Un invito salutare, dice papa Francesco, per noi che spesso viviamo in superficie, che ci agitiamo per essere notati, che abbiamo sempre bisogno di essere ammirati e apprezzati. Senza accorgercene, ci ritroviamo a non avere più un luogo segreto in cui fermarci e custodire noi stessi, immersi in un mondo in cui tutto, anche le emozioni e i sentimenti più intimi, deve diventare “social” – ma come può essere sociale ciò che non sgorga dal cuore?

Persino le esperienze più tragiche e dolorose rischiano di non avere un luogo segreto che le custodisca: tutto dev’essere esposto, ostentato, dato in pasto alla chiacchiera del momento.

Facciamo spazio al Signore! Entra nel segreto, ritorna al centro di te stesso. Proprio lì, dove albergano anche tante paure, sensi di colpa e peccati, lì il Signore è disceso, è disceso per sanarti e purificarti. Entriamo nella nostra camera interiore: lì abita il Signore, la nostra fragilità è accolta e siamo amati senza condizioni.

Ritorniamo, fratelli e sorelle. Ritorniamo a Dio con tutto il cuore. In queste settimane di Quaresima facci amo spazio alla preghiera, preghiera di adorazione silenziosa, nella quale rimanere in ascolto alla presenza del Signore, come Mosè, come Elia, come Maria, come Gesù.

Ci siamo accorti che abbiamo perso il senso dell’adorazione? Ritorniamo a pregare vi prego! Il Signore ci chiama: «Vieni, vieni, lascia che io possa asciugare le tue lacrime e lascia che la mia bocca venga più vicino al tuo orecchio e ti dica: Io ti amo, ti amo, ti amo» Noi crediamo che il Signore ci ama! La Quaresima ce lo sussurra al cuore!

Allora facciamo spazio!

ALL’ULTIMO GIUDIZIO: di cosa stiamo riempiendo la nostra vita?

Dopo la morte, un uomo si presentò davanti al Signore. Fieramente gli mostrò le mani: «Signore, guarda come sono pulite le mie mani!».
Il Signore gli sorrise, ma con una certa tristezza, e disse: «È vero, ma sono anche vuote».